Stipendio e Lavoro

Come si calcola la NASpI netta: guida pratica con esempi

8 maggio 2026 · 9 min di lettura

Quanto Prenderò di NASPI nel 2026? Guida Completa al Netto Reale

In breve

  • La NASpI viene calcolata partendo dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni.
  • L'importo lordo indicato dall'INPS non coincide con il netto effettivamente ricevuto.
  • La durata dipende dalle settimane contributive degli ultimi 4 anni: circa la metà, fino a 24 mesi.
  • Dopo alcuni mesi può applicarsi una riduzione progressiva (décalage).
  • Per una stima rapida puoi usare la calcolatrice NASpI gratuita e senza registrazione.

Cos'è la NASpI e chi può richiederla

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per ottenerla servono tre requisiti principali:

  • stato di disoccupazione involontario (licenziamento, dimissioni per giusta causa, mancato rinnovo del contratto a termine);
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio della disoccupazione;
  • domanda presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Restano esclusi dimissioni volontarie ordinarie, dipendenti pubblici a tempo indeterminato e operai agricoli a tempo indeterminato.

Differenza tra NASpI lorda e NASpI netta

NASpI lorda

L'importo lordo è quello calcolato dall'INPS a partire dalla retribuzione media mensile. È il valore che vedi nelle comunicazioni ufficiali e nei simulatori che si fermano alla prima fase del calcolo.

NASpI netta

Il netto è ciò che ricevi davvero sul conto. La NASpI è infatti soggetta a IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente, quindi tra lordo e netto può esserci una differenza significativa, soprattutto se nello stesso anno hai percepito anche altri redditi. Per una stima più precisa del netto puoi confrontare l'importo con la calcolatrice stipendio netto usando l'importo NASpI lordo come retribuzione di riferimento.

Come si calcola l'importo

La formula prevista dal D.Lgs. 22/2015 segue tre passaggi:

  1. Retribuzione media mensile (RMM): si sommano gli imponibili lordi degli ultimi 4 anni, si divide per le settimane contributive del periodo e si moltiplica per 4,33.
  2. Importo base:
    • se la RMM è inferiore o uguale alla soglia 2026 (circa 1.436,02 €), la NASpI è pari al 75% della RMM;
    • se la RMM è superiore alla soglia, la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della quota eccedente.
  3. Tetto massimo: l'importo mensile non può comunque superare il massimale fissato dall'INPS per il 2026 (circa 1.584,70 €).

Soglia e massimale vengono aggiornati ogni anno dalla circolare INPS; conviene verificarli sulla circolare in vigore al momento della domanda.

Esempio pratico

Un lavoratore con stipendio lordo medio di 1.500 € e 4 anni di contributi continuativi ha una RMM intorno ai 1.500 €. Essendo sopra la soglia di pochi euro, la NASpI lorda si attesta intorno a 1.093 € al mese per i primi 5 mesi. Una volta applicate IRPEF e addizionali, il netto stimato è di circa 950–1.000 €, in base alla situazione fiscale annua. Dal sesto mese in poi l'importo si riduce per effetto del décalage. Per un calcolo personalizzato usa la calcolatrice NASpI.

Quanto dura la NASpI

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi. Chi ha lavorato per l'intero quadriennio (208 settimane) raggiunge quindi il tetto massimo; chi ha lavorato meno riceve un periodo proporzionalmente più breve.

Quando l'importo si riduce (décalage)

Dopo un certo numero di mesi pieni scatta una riduzione automatica del 3% al mese sull'importo iniziale:

  • per la maggior parte dei beneficiari il décalage parte dal 6° mese di erogazione;
  • per chi al momento della domanda ha almeno 55 anni parte dall'8° mese.

Questa regola è in vigore dopo la modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) all'art. 4 del D.Lgs. 22/2015. Prima la riduzione partiva dal 4° (o 6° per gli over 55). Le date esatte di inizio possono essere verificate sul provvedimento INPS individuale ricevuto dopo l'accoglimento della domanda.

Errori comuni nel calcolo

  • Confondere lordo e netto: l'importo indicato dall'INPS è lordo, le tasse riducono la cifra effettivamente accreditata.
  • Ignorare il décalage: pianificare il budget sul valore iniziale espone a sorprese dal 6° mese in poi.
  • Usare simulatori non aggiornati: soglie e massimali cambiano ogni anno; assicurati che la fonte si riferisca al 2026.
  • Sbagliare il conteggio delle settimane: vanno considerate solo le settimane contributive utili degli ultimi 4 anni.

NASpI e nuovo lavoro

Se durante il periodo di NASpI trovi un nuovo lavoro la situazione cambia in base al tipo di contratto:

  • lavoro dipendente sotto 6 mesi: la NASpI viene sospesa e riprende al termine del contratto;
  • lavoro dipendente oltre 6 mesi: la NASpI decade definitivamente;
  • partita IVA o lavoro autonomo: l'indennità prosegue ridotta dell'80% del reddito previsto, da comunicare all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.

In ogni caso è obbligatorio comunicare tempestivamente il nuovo reddito per evitare sospensioni o richieste di restituzione.

NASpI anticipata

Chi ha intenzione di avviare un'attività in proprio può chiedere la liquidazione anticipata in un'unica soluzione delle mensilità residue. La domanda va presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attività autonoma. È una scelta da valutare con prudenza: anticipa liquidità ma fa perdere la copertura mensile e la contribuzione figurativa.

Come organizzare il budget durante la NASpI

Per evitare difficoltà economiche conviene:

  • calcolare in anticipo l'importo netto previsto e la durata totale;
  • mettere da parte una piccola riserva dei primi mesi in vista del décalage;
  • ridurre le spese variabili e rinegoziare le utenze fisse;
  • valutare l'impatto fiscale annuo con la calcolatrice IRPEF, soprattutto se nello stesso anno hai percepito altre indennità o redditi.

Se al termine del rapporto di lavoro spettano altre somme (come TFR, tredicesima o ferie maturate), considerale separatamente: non rientrano nel calcolo della NASpI ma incidono sul reddito complessivo dell'anno.

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Domande frequenti

Quanto prendo di NASpI con 1.500 € di stipendio?

Con una retribuzione media intorno ai 1.500 € lordi mensili la NASpI lorda è di circa 1.090–1.100 € al mese per i primi 5 mesi, che corrispondono a un netto stimato di 950–1.000 € dopo IRPEF. Dal 6° mese si applica la riduzione progressiva. È una stima: l'importo esatto dipende dai contributi versati e dalla situazione fiscale annua.

La NASpI viene tassata?

Sì. La NASpI è un reddito assimilato a lavoro dipendente e quindi è soggetta a IRPEF e alle addizionali regionale e comunale. L'INPS applica la ritenuta direttamente sull'importo erogato, ma il conguaglio definitivo avviene in dichiarazione dei redditi.

La NASpI arriva ogni mese?

Sì, viene accreditata mensilmente in via posticipata. Il primo pagamento può tardare alcune settimane rispetto alla domanda perché l'INPS deve istruire la pratica; dopo l'accoglimento i pagamenti seguono un calendario regolare.

Posso lavorare mentre prendo la NASpI?

Sì, ma con regole precise. Un nuovo contratto di lavoro dipendente sotto i 6 mesi sospende l'indennità (che riprende a fine contratto), oltre i 6 mesi la fa decadere. Con partita IVA o lavoro autonomo la NASpI prosegue ridotta in base al reddito previsto e va comunicata all'INPS entro 30 giorni.

Quanto dura la NASpI?

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi. Chi ha lavorato per l'intero quadriennio raggiunge il tetto massimo, chi ha lavorato meno riceve un periodo proporzionalmente più breve.

Quando diminuisce la NASpI?

L'importo si riduce del 3% al mese a partire dal 6° mese di erogazione per la maggior parte dei beneficiari, e dall'8° mese per chi al momento della domanda ha almeno 55 anni. Le soglie sono quelle in vigore dopo la Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021).

Serve il CAF per fare domanda?

No, non è obbligatorio. La domanda si può presentare in autonomia dal sito INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite contact center. CAF e patronati offrono assistenza gratuita ed è utile rivolgersi a loro se la situazione contributiva è complessa o se ci sono rapporti di lavoro frammentati.