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Unità di misura agrarie storiche italiane: la guida completa

14 giugno 2026 · 9 min di lettura · di CalcolaOra

Se hai mai letto un rogito notarile per un terreno agricolo in Italia, ti sarai imbattuto in parole come tomolo, moggio, biolca, pertica, giornata. Sono unità di misura agrarie che ufficialmente non esistono più dal 1861, ma che continuano a comparire in atti, visure catastali storiche e nella memoria dei contadini italiani. Questa guida spiega cosa sono, perché variano da regione a regione e come convertirle correttamente in metri quadri.

Cosa sono le unità di misura agrarie storiche

Sono le unità che gli stati pre-unitari italiani (Regno di Sardegna, Stato Pontificio, Lombardo-Veneto, Granducato di Toscana, Regno delle Due Sicilie) usavano per misurare i terreni agricoli prima dell adozione del sistema metrico decimale.

A differenza del metro quadro, che nasce da uno standard astratto e universale, queste unità erano legate al lavoro reale dei campi:

  • la biolca emiliana era la terra che un paio di buoi riusciva ad arare in un giorno (dalla bubulca romana);
  • la giornata piemontese era la terra che un uomo con i buoi arava in un giorno;
  • il tomolo del Sud era la terra che si poteva seminare con un tomolo (sacco) di grano;
  • la pertica lombarda era l area di un quadrato di una pertica lineare per lato (circa 2,6 metri).

Questa origine concreta ha una conseguenza enorme: dove la terra era più fertile, l unità era più piccola (bastava meno superficie per consumare lo stesso sacco di semente), dove era più povera l unità era più grande.

Perché la stessa unità vale numeri diversi

È la prima cosa che spiazza chi legge un atto antico. Il tomolo lucano vale 5.555 m², il tomolo napoletano 3.333 m², il tumminu siciliano 1.746 m². Sono tutti tomoli, ma con differenze del 200-300%.

Le ragioni sono due:

  1. Origine agronomica diversa: come visto, l unità riflette la resa del terreno locale.
  2. Standard statali diversi: ogni stato pre-unitario fissò ufficialmente la propria versione. Il moggio romano dello Stato Pontificio (12.384 m²) non c entra niente col moggio milanese (8.095 m²) o col moggio fiorentino (1.234 m²).

Per questo leggere un rogito antico senza specificare la provincia è impossibile: lo stesso termine può cambiare di valore di un fattore 10 attraversando i confini regionali.

Le 5 unità principali ancora citate negli atti

Tomolo (Sud Italia)

Diffuso in Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia. Varianti: napoletano 3.333 m², salernitano 4.000, cosentino 3.333, reggino 3.464, lucano 5.555, pugliese 4.000, tumminu siciliano 1.746.

Convertitore tomolo in mq con tutte le varianti

Moggio (Centro-Nord)

L unità più variabile in assoluto. Romano 12.384 m² (oltre 1 ettaro), milanese 8.095, bergamasco 6.541, bresciano 3.255, fiorentino 1.234, napoletano 3.364.

Convertitore moggio in mq

Biolca (Emilia-Romagna)

Dalla bubulca romana. Bolognese 2.837 m², modenese 2.836, reggiana 2.920, parmense 3.081, mantovana 3.138, ferrarese 6.531 (la biolca grande delle bonifiche del Polesine).

Convertitore biolca in mq

Pertica (Lombardia, Piemonte)

La più viva oggi in Lombardia rurale. Milanese 654,52 m², piemontese 380,76, cremonese 808,10, bergamasca 545,06, bresciana 406,94. ATTENZIONE: la pertica padovana vale 3.862 m², sei volte le altre.

Convertitore pertica in mq

Giornata piemontese

Standard del Regno di Sardegna dal 1818: 3.810,29 m² esatti (100 tavole × 38,1029). Variante canavesana: 6.520 m². Ancora oggi è l unità con cui si misurano e prezzano i vigneti delle Langhe.

Convertitore giornata piemontese

Si usano ancora oggi?

Ufficialmente no: dal 1861 il sistema metrico decimale è l unico standard legale in Italia. Ma nei fatti queste unità sopravvivono in tre contesti precisi:

  1. Rogiti notarili e visure catastali storiche: ogni atto pre-1939 le contiene. Anche atti recenti per terreni rurali del Sud o dell Emilia spesso le riportano accanto alle misure ufficiali in ha.a.ca.
  2. Memoria agricola viva: in Piemonte la giornata è ancora il modo normale di parlare dei vigneti (un cru del Barolo si valuta a giornata, non a ettaro). In Lombardia la pertica resta nel parlato rurale. In Calabria la tomolata pure.
  3. Toponomastica: cascinali e fondi italiani si chiamano spesso Le Sei Biolche, Tre Moggi, Podere della Pertica.

Come si legge ha.a.ca sulle visure

Il formato standard delle superfici nelle visure catastali italiane è ha.a.ca, cioè ettari.are.centiare. Esempio: 2.35.80 significa 2 ettari, 35 are e 80 centiare = 23.580 m².

  • 1 ettaro (ha) = 10.000 m²
  • 1 ara (a) = 100 m² (vedi il convertitore are-mq)
  • 1 centiara (ca) = 1 m²

Quando in atto compare un unità storica, viene quasi sempre seguita dalla traduzione moderna in ha.a.ca. Se non c è, la regola è cercare il valore della variante della provincia indicata.

Conclusione: una geografia delle misure

Le unità agrarie storiche italiane non sono semplici curiosità: sono una geografia delle misure che racconta come hanno vissuto e lavorato i contadini italiani per secoli. Conoscerle è utile per chi compra terreni rustici, per chi indaga sulla storia di famiglia, per chi vuole capire un rogito notarile antico. E in alcuni casi — come per i vigneti piemontesi — è ancora il linguaggio quotidiano del mercato.

Per convertire in modo preciso, usa il nostro hub dei convertitori dedicati: ogni pagina ha il selettore della variante regionale, perché — come ormai sai — un tomolo non è mai uguale a un altro tomolo.

Domande frequenti

Quali sono le principali unità agrarie storiche italiane?

Le cinque più diffuse sono: tomolo (Sud Italia), moggio (Centro-Nord), biolca (Emilia-Romagna), pertica (Lombardia/Piemonte) e giornata piemontese.

Perché la stessa unità vale valori diversi nelle diverse regioni?

Perché nascevano dal lavoro reale: dove la terra era più fertile l unità era più piccola, dove più povera più grande. Inoltre ogni stato pre-unitario fissò standard propri.

Si usano ancora oggi?

Non hanno valore legale dal 1861, ma compaiono ancora nei rogiti notarili, nelle visure catastali storiche e nella memoria agricola. In Piemonte la giornata è ancora il modo normale di prezzare i vigneti.

Cosa significa ha.a.ca nelle visure catastali?

È il formato ufficiale: ettari.are.centiare. Esempio: 2.35.80 = 2 ettari + 35 are + 80 centiare = 23.580 m².